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Competenze digitali: guida in 7 take away

Unione Europea, istituzioni ed organizzazioni internazionali sottolineano da diversi anni l’importanza delle competenze digitali. Esse vengono considerate essenziali per essere parte attiva della società ed esercitare la propria cittadinanza. Con gli anni ed il rapido susseguirsi di cambiamenti e nuove sfide la consapevolezza dell’importanza di sviluppare queste competenze si è fatta sempre più diffusa.
Tuttavia, quello delle competenze digitali è un mondo complesso ed in continuo mutamento, poiché il nostro rapporto con le tecnologie varia e si ridefinisce con il tempo.
In questo articolo, indichiamo i punti essenziali rispetto a ciò che è necessario sapere sulle competenze digitali. Ecco dunque 7 “take away”, concetti pronti da portar via!

1. La definizione: conoscenze, comportamenti ed attitudini

La definizione maggiormente diffusa di competenza digitale è quella fornita nella Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo del 18 dicembre 2006.
“La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet.”

Questa definizione negli anni è stata aggiornata. In particolare, i termini “TIC” e “computer” sono stati sostituiti da “tecnologie digitali”: il computer, infatti, non è più l’unico strumento per comunicare tramite Internet.
Dal riferimento alla società dell’informazione, al tempo libero e alla comunicazione si può desumere che questa definizione intenda sottolineare che le competenze digitali non sono proprie solo delle professioni tecnologiche, né relative ad un particolare scopo o funzione, bensì riguardano allo stesso modo tutti, tutti i ruoli e tutti i settori. Le competenze digitali si compongono di diverse abilità di base unite ad un’attitudine critica nell’utilizzare le tecnologie digitali per qualunque finalità. Le competenze digitali includano in sé una componente conoscitiva, una componente comportamentale e una componente attitudinale.

2. Non “la competenza” ma “le competenze”

Il concetto generale di “competenza digitale” comprende al suo interno diverse competenze e, per questo, se ne parla al plurale. Negli anni sono state elaborate diverse classificazioni e framework con l’intento di definire sempre meglio quali sono gli elementi che “compongono” le competenze digitali.
Sotto questo profilo, un esempio interessante proviene dall’ultima versione del framework DigComp, il DigComp 2.2 pubblicato a marzo 2022. In questa versione sono stati aggiunti riferimenti all’interazione con i sistemi di Intelligenza Artificiale e al lavoro da remoto sottolineando, di fatto, come oggi le competenze digitali riguardino anche il rapporto con questi aspetti.
Inoltre, ciò che viene considerato “competenza digitale” varia anche a seconda di ruolo e ambito professionale cui ci si riferisce. Le competenze digitali possedute o richieste ad un utente, uno specialista del settore informatico o ad un manager o dirigente sono, infatti, differenti.

3. Le competenze digitali sono sia “hard” che “soft”

Tra la pluralità delle competenze digitali possiamo individuare una prima grande distinzione: competenze hard e soft. Le digital hard skills sono le conoscenze e abilità tecniche che definiscono una specifica figura professionale e sono ben quantificabili e monitorabili.
Le digital soft skills, invece, non sono proprie di una professione o di una tecnologia, ma sono trasversali: fondamentali per tutte le professioni perché relative al modo di affrontare i problemi avvalendosi di strumenti digitali. Ad esempio, saper collaborare e comunicare a distanza ed essere in grado di garantire la propria sicurezza informatica sono conoscenze indispensabili a prescindere dal ruolo di ognuno.
Le digital soft skills possono essere ulteriormente distinte in intrapersonal digital soft skills (conoscenze, capacità, attitudini e valori attraverso cui gestiamo la nostra presenza nei contesti digitali) e interpersonal digital soft skills (conoscenze, capacità, attitudini e valori attraverso cui gestiamo l’interazione con gli altri nei contesti digitali). Per approfondire il tema delle digital soft skills clicca qui.

4. Parlando di competenze digitali è difficile non citare il DigComp

Il DigComp, il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini, è stato pubblicato per la prima volta nel 2013 dal Joint Research Centre su spinta della Direzione Generale per l’Istruzione e la Cultura (DG EAC) con lo scopo di identificare le competenze digitali in termini di conoscenze, abilità ed attitudini e di sviluppare un quadro di riferimento unico per i paesi dell’Unione Europea proponendo una roadmap per l’uso. Da allora, la Commissione Europea calcola che sono stati implementati almeno 380.000 corsi ed erogati 440.000 certificati di formazione basati sul DigComp.
Il DigComp ha introdotto la distinzione in 5 grandi aree di competenza (Alfabetizzazione su informazioni e dati, Comunicare e condividere, Creazione di contenuti digitali, Sicurezza, Risolvere i problemi).
Il successo di questo framework può essere attribuito alla sua struttura e chiarezza espositiva. Ogni area comprende diverse competenze, ne vengono individuate 21 in totale. Ogni competenza ha un titolo, un descrittore e si articola in 3 livelli (base, intermedio e avanzato). Inoltre, per ogni area sono indicate conoscenze, abilità, attitudini ed esempi di utilizzo o applicazioni delle competenze in scenari di apprendimento ed occupazionali.

Figura 1: Aree e competenze DigComp da Centeno, C., & Okeeffe, W. (2020), DigComp at Work Implementation Guide

5. Non esiste solo il DigComp

Il DigComp non è l’unico importante framework utile alla classificazione delle competenze digitali. Un altro importante standard da menzionare è quello del DQ Institute, che si pone come riferimento a livello mondiale. Lo Standard for Digital Intelligence (DQ) – DQ Framework del DQ Institute è lo standard globale sull’alfabetizzazione digitale, le competenze digitali e la prontezza digitale.

DigComp e DQ Framework rientrano nell’ambito delle soft skills. Spostandosi invece nell’ambito delle hard skills è importante considerare:

  • e-CF, ovvero European e-Competence Framework, il quadro di riferimento europeo delle competenze ICT. Fornisce lo standard riconosciuto dal Comitato europeo di normazione delle competenze, aree di competenza e livelli di competenza delle attività manageriali e tecniche ICT. Il framework è pubblico, aperto a tutti e ha il vantaggio di essere aggiornato sistematicamente, grazie al coinvolgimento diversi soggetti della formazione e dei settori di riferimento.
  • ESCOEuropean Skills, Competences and Occupation è la classificazione europea di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni, redatta dalla Commissione Europea e disponibile online gratuitamente. È strutturata come un dizionario che descrive e identifica un totale di 2.942 occupazioni professionali e 13.485 competenze rilevanti per il mercato del lavoro europeo e la relativa formazione.

6. Mappare e certificare per programmi di sviluppo efficaci

Ogni professionista ha la necessità di sviluppare differenti competenze in base a ruolo e livello di maturità digitale.
Se si vuole implementare un piano per sviluppare le competenze digitali è fondamentale capire qual è il punto di partenza, valutando il livello di competenze digitali in ingresso, e definire il punto di arrivo, l’obiettivo che si vuole raggiungere. Una volta chiariti questi elementi, si può passare a delineare il percorso di formazione, scegliendo format e metodologie che si ritengono più adatti. Gamification e attenzione alla comunicazione sono elementi che non possono mancare. Durante il percorso formativo, è altresì fondamentale fornire riscontri e feedback, per far sì che le persone maturino consapevolezza dei propri gap e progressi.
L’app di Skilla Digital Journey offre la possibilità di svolgere un assessment direttamente in app e percorsi differenziati per diversi ruoli, livelli ed interessi di ognuno, in modo che il percorso formativo sia personalizzato e in grado di adattarsi a queste variabili. Per approfondire visita: https://www.skilla.com/landing/digitaljourney/

A seconda del tipo di formazione e della sua durata può essere, inoltre, riconosciuto un certificato digitale o un open badge. Ad esempio, completando i percorsi di Skilla, verrà rilasciato un open badge che identifica e racconta le competenze acquisite. Se vuoi approfondire, qui.

7. La differenza la fa il digital mindset

Dare delle evidenze, feedback, certificati e/o open badge è, come abbiamo visto, di fondamentale importanza. Tuttavia, le competenze digitali non devono essere considerate come qualcosa che può essere acquisito una volta per tutte.
Viviamo in un mondo in continuo e rapido cambiamento, il nostro rapporto con le tecnologie e le competenze digitali stesse sono in continua evoluzione. Per riuscire ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità del nostro tempo è necessario sviluppare una mentalità aperta e curiosa, il digital mindset.
Sviluppare digital mindset significa possedere una mentalità propensa al miglioramento e alla crescita costante, il cosiddetto “growth mindset” (l’opposto del “fixed mindset”, mentalità che porta ad attaccarsi a ciò che è familiare e sicuro, per evitare ogni situazione di incertezza).
Il digital mindset diviene, pertanto, una delle digital soft skills, se non la prima fra tutte, che si deve possedere o sviluppare poiché spinge all’aggiornamento costante.

Infine, sostenere lo sviluppo di competenze digitali, con particolare riferimento a quelle indicate nei framework DigComp ed e-CF, è uno dei principali obiettivi del Fondo Nuove Competenze. Il Fondo Nuovo Competenze, nato per contrastare le conseguenze economiche della pandemia da covid-19, vuole supportare le aziende nella transizione digitale ed ecologica.
Il fondo è gestito da ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), che ha recentemente emanato l’Avviso con termini e modalità per presentare la richiesta di finanziamento ed i requisiti da soddisfare per potervi partecipare.

Clicca qui per approfondire e scoprire cosa Skilla può fare per te!

Scritto da: Arianna Meroni il 15 Dicembre 2022

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