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Digital Services Act (DSA): aspetti chiave e aggiornamenti

Dal 2020, l’Unione Europea è impegnata in un processo mirato a definire un insieme di normative per la creazione di uno spazio digitale più sicuro ed equo. Questo processo è pensato per tutelare i diritti fondamentali degli utenti e per garantire condizioni di parità alle imprese che operano in questo settore, soprattutto considerando che alcune grandi piattaforme controllano la maggior parte del mercato. Le norme sono racchiuse nel Digital Service Act Package che include:

  • Digital Services Act (DSA)
  • Digital Markets Act (DMA)

Questi regolamenti sono già in vigore, ma la piena attuazione ha richiesto diversi passaggi. Nel 2024 assisteremo alla loro piena applicazione.
In questo articolo ci concentreremo sul Digital Service Act (DSA).

Che cos’è il Digital Services Act

Il Digital Services Act (DSA) consiste in un insieme di norme che mirano a una maggiore protezione dei diritti degli utenti online, inserendo le piattaforme digitali in un nuovo contesto di trasparenza e responsabilità. Questo insieme di regole si estende a tutti i servizi digitali che permettono o facilitano l’accesso da parte dei consumatori a beni, servizi o contenuti.

Il DSA differenzia le sue applicazioni in base a criteri quali il ruolo, la dimensione e l’impatto di ciascun soggetto nell’ecosistema dei servizi digitali.

Si tratta di uno strumento unico a livello globale che stabilisce un punto di riferimento internazionale definendo un approccio normativo esemplare per la regolamentazione degli intermediari online.

Obiettivi e vantaggi

Il Digital Services Act mira a proteggere i consumatori e i loro diritti fondamentali online, stabilendo norme chiare e proporzionate. Questa normativa intende anche promuovere l’innovazione, la crescita e la competitività, facilitando l’espansione di piattaforme minori, PMI e start-up.

Agli utenti, il DSA garantisce una maggiore tutela dei diritti fondamentali, offrendo più controllo e scelta, oltre a rafforzare la protezione nell’attività online dei bambini e a ridurre l’esposizione a contenuti illegali. Inoltre, il DSA assicura un maggior controllo democratico e una supervisione più stretta sulle piattaforme di grandi dimensioni, mitigando i cosiddetti rischi sistemici, quali manipolazione e disinformazione, a beneficio dell’intera società.

Infine, i fornitori di servizi digitali possono trarre vantaggio da una maggiore certezza giuridica grazie a un insieme unificato di norme valide in tutta l’UE, semplificando l’avvio o espansione delle proprie attività in Europa.

Soggetti coinvolti

Il DSA si applica a tutti gli intermediari e le piattaforme online che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti. Coinvolge dunque: social network, marketplaces, piattaforme di condivisione di contenuti, app store e piattaforme per la pianificazione di viaggi e la prenotazione di alloggi.

Gli obblighi previsti variano in base a ruolo, dimensione e impatto di questi soggetti nell’ecosistema online. Viene infatti specificato che per le micro e le piccole imprese sono previsti obblighi proporzionati alle loro capacità. Le norme si applicano a tutti coloro che offrono i propri servizi nel mercato unico europeo, siano essi stabiliti nell’UE o al di fuori.
In particolare, vengono distinti:

  • Piattaforme e motori di ricerca molto grandi – detti Very Large Online Platforms (VLOPs) e Very Large Online Search Engines (VLOSEs): si tratta di piattaforme che raggiungono più del 10% dei 450 milioni di consumatori in Europa. Tra queste rientrano, ad esempio, AliExpress, Amazon, App Store di Apple, Booking e Google Search ma anche X, Facebook, Instagram e Snapchat;
  • Piattaforme online che mettono in contatto venditori e consumatori, dette Online Platform come i mercati online, piattaforme di economia collaborativa e social media platform;
  • Servizi di hosting come servizi di cloud e web hosting (incluse anche piattaforme online);
  • Servizi di intermediazione che offrono infrastrutture di rete, come i fornitori di accesso a Internet e i registri di nomi a dominio.

Dal lato delle istituzioni i principali soggetti coinvolti sono:

  • Commissione Europea: sarà il principale responsabile del monitoraggio e dell’attuazione degli obblighi per le VLOPs e VLOSEs e delle misure volte ad attenuare i rischi sistemici;
  • Autorità e coordinatori nazionali: la Commissione applicherà il DSA insieme alle autorità nazionali, che vigileranno sulla conformità delle piattaforme stabilite nel loro territorio. Ogni Stato membro dovrà designare un coordinatore dei servizi digitali. I coordinatori nazionali e la Commissione europea collaboreranno attraverso un Comitato europeo dei servizi digitali;
  • ECAT: per sostenere il proprio ruolo di supervisione con conoscenze multidisciplinari interne ed esterne, la Commissione ha istituito il Centro europeo per la trasparenza algoritmica (ECAT) che fornirà supporto valutando se il funzionamento dei sistemi algoritmici è in linea con gli obblighi di gestione del rischio previsti dal DSA per le VLOP e VLOSE.

L’iter del Digital Services Act

Il Digital Services Act è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea il 27 ottobre 2022, ed è entrato in vigore il 16 novembre dello stesso anno.
Le grandi piattaforme e motori di ricerca, entro il 17 febbraio 2023, hanno dovuto rendere pubblico il numero dei loro utenti attivi. Se una piattaforma o un motore di ricerca raggiunge più di 45 milioni di utenti (10 % della popolazione in Europa), la Commissione ha designato il servizio come Very Large Online Platform (VLOP) o Very Large Online Search Engine (VLOSE). Tali servizi hanno avuto 4 mesi di tempo per conformarsi agli obblighi del DSA.
A partire dal il 17 febbraio 2024, anche le piattaforme con meno di 45 milioni di utenti attivi dovranno rispettare tutte le norme in materia di DSA.

Digital Services Act per grandi piattaforme e i motori di ricerca

Il DSA prevede disposizioni specifiche per le entità designate come Very Large Online Platforms (VLOPs) e Very Large Online Search Engines (VLOSEs). Una volta che la Commissione Europea designa una piattaforma come VLOP o un motore di ricerca come VLOSE, il servizio online segnalato ha 4 mesi per conformarsi alle normative del DSA. È importante sottolineare che la Commissione può revocare tale designazione se, durante l’arco di un anno, la piattaforma o il motore di ricerca non dovesse più superare la soglia dei 45 milioni di utenti mensili.

In generale, le VLOPs e VLOSEs devono garantire la presenza di un punto di contatto tra autorità e utenti, denunciare i reati penali, avere termini e condizioni di facile utilizzo ed essere trasparenti per quanto riguarda la pubblicità, i sistemi di raccomandazione e le decisioni sulla moderazione dei contenuti.

Il rispetto di questi obblighi si concretizza nel fatto che le grandi piattaforme devono identificare, analizzare e valutare periodicamente i rischi sistemici legati ai loro servizi.
Una volta identificati e segnalati i rischi alla Commissione per la supervisione, i VLOP e i VLOSE sono obbligati a mettere in atto misure che mitighino tali rischi. Ciò potrebbe significare, ad esempio, adattare la progettazione o il funzionamento dei propri servizi o modificare i sistemi di raccomandazione
I principali obblighi sono dunque:

  • istituire una funzione di conformità interna che garantisca che i rischi identificati siano mitigati;
  • prevedere il controllo da parte di un revisore indipendente almeno una volta all’anno e adottare misure che rispondano alle raccomandazioni del revisore;
  • condividere i propri dati con la Commissione e le autorità nazionali affinché possano monitorare e valutare il rispetto della DSA;
  • consentire ai ricercatori selezionati di accedere ai dati della piattaforma quando la ricerca contribuisce all’individuazione, all’identificazione e alla comprensione dei rischi sistemici nell’UE;
  • fornire un’opzione nei propri sistemi di raccomandazione che non sia basata sulla profilazione dell’utente;
  • disporre di un archivio di annunci pubblicitari pubblicamente disponibile.

Digital Services Act per imprese e soggetti minori

Secondo la Commissione Europea, oltre 10.000 piattaforme operano in Europa e il 90% di queste sono piccole o medie imprese. L’intento della Commissione è supportare questi soggetti, poiché uno degli obiettivi del Digital Services Act (DSA) è rendere il mercato digitale più concorrenziale ed equo.
Questo supporto si concretizza attraverso la definizione di nuovi standard e linee guida. La Commissione stima che, grazie a queste misure, il commercio digitale nel mercato unico europeo possa crescere fino al 2%.
Inoltre, è stato stabilito che le piccole e le microimprese siano esentate dagli obblighi più onerosi del DSA, pur potendo applicare le migliori pratiche a proprio vantaggio competitivo.

Le novità introdotte dal DSA per questa categoria di soggetti includono:

  • l’adozione di nuovi meccanismi, semplici ed efficaci, per segnalare contenuti e beni illegali che violano i diritti, compresi i diritti di proprietà intellettuale, o che competono a livello sleale;
  • la possibilità per le aziende di diventare “segnalatori attendibili” (trusted flaggers) di contenuti o beni illegali, beneficiando di procedure prioritarie e una stretta collaborazione con le piattaforme;
  • l’obbligo di garantire trasparenza nella moderazione dei contenuti e di offrire opzioni chiare per effettuare ricorso. Per esempio, i fornitori di servizi di hosting devono fornire motivazioni chiare per le loro decisioni di moderazione e gli utenti hanno la possibilità di contestarle attraverso meccanismi extragiudiziali;
  • il rafforzamento degli obblighi per i marketplace di implementare misure dissuasive contro il commercio di beni, servizi o contenuti illegali. Questo include politiche basate sul principio del “know your business customer” e lo sforzo di effettuare controlli a campione sui prodotti venduti;
  • l’obbligo da parte dei fornitori di marketplace di assicurarsi che i venditori che operano all’interno della propria piattaforma forniscano informazioni verificate sulla loro identità prima di vendere prodotti. In caso di vendita di un prodotto o servizio illegale, il fornitore del marketplace deve informare gli acquirenti sull’identità del venditore e sulle opzioni di risarcimento disponibili.

In conclusione, l’attuazione del Digital Service Act (DSA) nel 2024 porterà a una maggiore trasparenza e protezione dei diritti, contribuendo allo sviluppo competitivo in un mercato dominato da pochi grandi attori e molte piccole e medie imprese. Questo regolamento aumenterà la sicurezza e la tutela degli utenti nelle interazioni e acquisti online, e garantirà un monitoraggio costante dei grandi player del mercato, grazie alle sue normative e agli enti incaricati della governance a livello europeo e nazionale.

Scritto da: Arianna Meroni e Camilla Zan il 1 Febbraio 2024

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