Approfondimenti

Mobile learning: il futuro della formazione già qui

App e smartphone per una formazione sempre in tasca

Individuare strumenti e formati che permettano di erogare corsi di formazione, non solo efficaci ma anche piacevoli da fruire, è un’esigenza sempre più sentita. Per rispondervi si sta diffondendo sempre di più il mobile learning che permette di accedere ai corsi formativi ovunque ed in qualsiasi momento.
Ma cos’è esattamente il mobile learning? Cosa lo differenzia dall’e-learning e dalla formazione tradizionale? Da dove iniziare per poterlo introdurre nella propria organizzazione?

La formazione oggi

Corsi di formazione troppo pesanti? Lezioni lunghe e poco accattivanti? Il mondo della formazione sta vivendo, ancora oggi, un profondo cambiamento. Una volta, infatti, l’apprendimento era ancorato solo alla lettura, allo studio di manuali e a lunghe sessioni in aula.
Una prima evoluzione ha portato alla digitalizzazione dei contenuti che diventano fruibili via pc. Ciò ha permesso di abbassare costi e tempi di gestione e di aumentare la flessibilità e la personalizzazione dei corsi. La successiva rivoluzione la stiamo vivendo oggi: lo scenario sta cambiando ancora grazie alla diffusione degli smartphone, che consentono di aumentare le occasioni di apprendimento in ogni luogo e in ogni momento.
Grazie ai dispositivi mobile, qualsiasi persona è potenzialmente sempre “sintonizzata sul canale della formazione” e può comunicare, navigare e condividere in tempo reale. Ma, più precisamente, come influisce tutto ciò sulla formazione?
Siamo entrati nell’era del mobile learning o m-learning!

Che cos’è il mobile learning

La definizione di mobile learning è intuitiva: identifica in generale il processo di apprendimento strutturato per essere fruito utilizzando device mobili.

Sempre più persone scelgono questi dispositivi per accedere ad Internet (secondo i dati Istat il 30% degli italiani si collega ad Internet solo tramite telefono[1]) e svolgere la gran parte delle loro attività. Si sono diffuse moltissime app per trasformare i corsi di formazione in presenza, su un’ampia gamma di tematiche, nella possibilità di decidere in autonomia quando e quanto tempo dedicare a queste attività. Spopolano infatti le app per l’apprendimento, per imparare una nuova lingua o i segreti del make-up, o ancora per inserire un momento fitness all’interno della propria giornata o rilassarsi con una seduta di yoga al termine del lavoro. Questa evoluzione coinvolge il mondo della formazione, sia dal lato di chi progetta percorsi formativi, sia da quello di chi ne usufruisce ora anche tramite smartphone e app formative.
Quest processo prende il nome di “m-learning” (“mobile-learning”) considerato come evoluzione dell’e-learning (“electronic- learning”, associato agli LMS e alla fruizione tramite computer).

Come influisce tutto ciò sulla formazione?

La progettazione dei corsi deve tenere conto dell’adattamento degli aspetti grafici e di contenuto per il mondo mobile perché il mezzo impatta fortemente sui contenuti e sull’interazione con l’utente.
Come sottolineano molti studiosi, non è infatti solo una “questione tecnica”, un cambiamento nel dispositivo utilizzato. L’evoluzione non si esaurisce nel fruire contenuti sullo smartphone invece che da un computer.
Tra gli altri, Pachler[2] sostiene che il mobile-learning non riguardi tanto la tecnologia e la possibilità di accedere a contenuti attraverso dispositivi mobili, quanto la capacità di apprendere in modo nuovo, in contesti meno definiti/strutturati, nella nostra quotidianità. Significa essere in grado di “trasformare” gli ambienti di vita quotidiana in ambienti di apprendimento.
Questa capacità si pone in coerenza con il riconoscimento dell’importanza, da parte di istituzioni ed organismi internazionali, dell’apprendimento permanente e delle soft skills, considerati come fattori chiave per riuscire ad affrontare le sfide del futuro. Come evidenzia il report del World Economic Forum “Future of Job 2020”, entro il 2025 il 50% di tutti i dipendenti avrà bisogno di una riqualificazione e dunque avrà bisogno di sviluppare nuove competenze.

Come poter sviluppare questa capacità di apprendere in modo nuovo? Utilizzando i dispositivi mobile stessi, che sostengono lo sviluppo di questa nuova capacità grazie a percorsi di micro-learning. Non a caso il World Economic Forum ha indicato una serie di raccomandazioni per incentivare e sostenere lo sviluppo di soft skills e competenze trasversali. Tra queste raccomandazioni vi è adottare il gioco per veicolare l’apprendimento, stimolare le relazioni, nutrire la curiosità e suddividere l’apprendimento in micro-aree per adattarsi ai ritmi sempre più frenetici della vita contemporanea.

Caratteristiche del mobile learning

Mobile learning e micro-learning sono fenomeni strettamente collegati.
Utilizzare il telefono comporta formati e tempi più brevi, tant’è che Ferrari[3] sostiene che la “m” di “m-learning” indichi tanto “mobile” quanto “micro”.

Le caratteristiche principali del mobile-learning, che lo differenziano dalla formazione tradizionale, sono:

  • uso di contenuti brevi ed autoconsistenti: i contenuti fruibili da mobile rispettano i principi del micro-learning con una durata media di 3/5 minuti e sono autoconsistenti (possono essere “consumati” nella loro interezza, in modo indipendente gli uni dagli altri);
  • esperienza di apprendimento diversa rispetto alla formazione tradizionale: il mobile permette di accedere velocemente ai contenuti, in qualsiasi momento e ovunque ci si trovi;
  • permette all’utente, grazie alla combinazione con il micro-learning, di muoversi liberamente tra i contenuti (sceglie lui di cosa ha bisogno in quel momento “learning on demand) costruendo il proprio personale percorso di apprendimento;
  • è coinvolgente, utilizza un linguaggio semplice ed informale: nelle app formative spesso vengono utilizzate dinamiche e modalità simili a quelle dei social (possibilità di mettere like, scrivere commenti e salvare contenuti) e gamification;
  • favorisce la condivisione e il confronto tra gli utenti costruendo community di apprendimento.

Perché scegliere il mobile learning?

Le caratteristiche specifiche del mobile learning permettono di rispondere alle esigenze attuali: apprendere ovunque e in sessioni brevi.
In particolare, i vantaggi del mobile learning sono:

  • i contenuti sono semplici da aggiornare (perché brevi e autoconsistenti);
  • si possono inviare notifiche di aggiornamento agli utenti, personalizzandole in base alle necessità;
  • si adatta a tutti i tipi di contenuti, sia tecnici (ad esempio capire come funziona un macchinario) sia soft skill;
  • è adatto a tutti e in tutti i contesti lavorativi;
  • permette di risolvere limiti logistici (non tutti hanno un pc ma tutti hanno un telefono);
  • risolve un problema temporale quando, ad esempio, in base a turni e spostamenti non è facile programmare momenti formativi collettivi;
  • permette di raggiungere una platea ampia grazie alla possibilità di fruirne dei contenuti in qualsiasi momento e da ogni luogo, ad esempio anche da persone che non lavorano davanti a uno schermo e che possono dedicare alla formazione una parte del loro turno di lavoro.

Il mobile learning, dunque, supporta il training “on the job”, ossia formare sul luogo di lavoro, e il performance support, “supporto alla performance”, perché l’utente trova i contenuti che gli sono utili in quel momento, per rispondere a specifiche esigenze e migliorare appunto la performance.

Alcuni studiosi sostengono che la diffusione del mobile e del micro-learning si debba attribuire alla crescente presenza dei Millennials, all’interno delle organizzazioni, e alla necessità di trovare formati e modalità per loro interessanti ed accattivanti.
Questa convinzione è stata più volte smentita: mobile e micro-learning sono adatti a tutti, non solo alla formazione per le giovani generazioni (“Not just Millennials” come affermato da Pier Cesare Rivoltella durante una delle nostre Lectio Magistralis[4]).

Le persone sono interessate a una formazione mobile?

I dati raccolti da Comscore per un report di Osservatori.net Politecnico di Milano evidenziano un grande potenziale. Come dichiarato nel report da Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano:

  • a dicembre 2020 l’87% della popolazione Internet si connette da smartphone (oltre 35 milioni di persone);
  • l’83% del tempo della navigazione online avviene tramite device mobile;
  • la penetrazione del mercato degli smartphone è superiore a quella dei pc;
  • il 36% degli utenti Internet italiani naviga solo da mobile, contro una media del 23% nei 5 più grandi Paesi europei (EU5) e del 14% in USA;
  • il 2020 ha dimostrato definitivamente come il tema della mobilità non sia più discriminante: lo smartphone è il device preferito dagli italiani per via dell’esperienza semplice e veloce e della possibilità di accesso continuo.

Questi numeri evidenziano un grandissimo potenziale, sostenuto anche dalla notevole diffusione di app formative di diverso tipo, come quelle per le lingue o per il fitness.
Ma ricordiamoci che non basta semplicemente traporre i contenuti formativi pensati per l’aula o la fruizione da pc su un dispositivo mobile, è necessario pianificare e strutturare l’intero percorso, la navigazione, la user experience in un modo completamente diverso.

Mobile learning: da dove iniziare? – Le app per la formazione

Per dare vita a un progetto di mobile learning è importante:

  • orientare il percorso formativo partendo da alcuni concetti chiave come leggerezza, coinvolgimento, sintesi, brevità e multicanalità (testi, video, immagini);
  • ispirarsi a soluzioni vincenti già esistenti, come ad esempio Duolingo, Asana, ecc.;
  • definire chiaramente per quale scopo si intende utilizzare l’app formativa;
  • definire il target di riferimento (es. fare formazione tecnica su una precisa fetta di popolazione aziendale o sostenere l’acquisizione di nuove competenze da parte di tutti?);
  • progettare la distribuzione e divisione dei contenuti secondo i principi del micro-learning e arricchirli con risorse multimediali ed interattive (quiz, giochi, video);
  • valutare se prevedere un percorso per l’utente o se questi può scegliere liberamente come muoversi all’interno della library dei contenuti, costruendo il proprio personale percorso conoscitivo.

Un esempio di mobile learning è l’app Digital Journey che permette di creare il proprio percorso formativo sulla trasformazione digitale scegliendo le tematiche da approfondire e testando le proprie conoscenze attraverso quiz mirati.

Conclusione

Il mobile-learning permette di sfruttare ed arricchire il potenziale dei dispositivi che più ci accompagnano nella quotidianità (in particolare gli smartphone) dotandogli di una funzione didattica e di supporto all’apprendimento.

Gli smartphone sono lo strumento vincente per ampliare la gamma delle persone che possono usufruire di momenti di micro-learning, per offrire contenuti sempre più coinvolgenti e accattivanti, per rendere disponibile la formazione in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo superando i limiti logistici della formazione tradizionale e via pc. Insomma, per adattare la formazione alle nostre nuove esigenze ed abitudini.
Il mobile learning è il futuro e il futuro inizia oggi.

Bibliografia

Amicucci, F. (2021), Apprendere nell’infosfera. Esperenzialità e nuove frontiere della conoscenza, Milano, Franco Angeli.

Bannan, B., Cook, J., Pachler, N. (2016) Reconceptualising design research in the age of mobile learning, in Interactive Learning Environments, Vol. 24

Ferrari, S. Mediamorfosi dell’e-learning, in Rivoltella, P.C., Rossi, P.G. (2019), Tecnologie per l’educazione, Milano, Pearson.

Osservatorio Mobile B2c Strategy – Politecnico di Milano (2021), Il Mobile senza la mobilità: in crescita anche nell’anno dell’emergenza.

Rivoltella, P.C. Il microlearning. Da teoria dell’apprendimento a metodologia didattica: mobile learning, Just-in-Time-Teaching, EAS, Lectio Magistralis Expoloring the future, 17 febbraio 2021.

[1] https://www.istat.it/it/archivio/cittadini+e+nuove+tecnologie

[2] Bannan, B., Cook, J., Pachler, N. (2016) Reconceptualising design research in the age of mobile learning, in Interactive Learning Environments, Vol. 24

[3] Ferrari, S. Mediamorfosi dell’e-learning, in Rivoltella, P.C., Rossi, P.G. (2019), Tecnologie per l’educazione, Milano, Pearson.

[4] Rivoltella, P.C. Il microlearning. Da teoria dell’apprendimento a metodologia didattica: mobile learning, Just-in-Time-Teaching, EAS, Lectio Magistralis Expoloring the future, 17 febbraio 2021.

Scritto da: Arianna Meroni il 1 Luglio 2022

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