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Confartigianato porta l’AI nella progettazione formativa con Skilla

Confartigianato Imprese è l’organizzazione di rappresentanza del sistema artigiano in Italia, con una rete diffusa su tutto il territorio e una grande varietà di professionalità coinvolte.
In questo contesto, la formazione affianca la pianificazione con una forte capacità di adattamento: accanto ai percorsi strutturati, emergono spesso esigenze che nascono nel quotidiano: una nuova normativa, un cambiamento operativo, un bisogno specifico che richiede una risposta immediata.
È proprio all’interno di questo equilibrio tra programmazione e flessibilità che si inserisce l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale: non come trend, ma come strumento operativo, utile a chi ogni giorno lavora sulla progettazione e sulla gestione della formazione.
Con il supporto di Skilla, Confartigianato ha avviato un percorso dedicato a chi si occupa di formazione, con l’obiettivo di fornire le basi per orientarsi nell’uso dell’AI e iniziare a integrarla concretamente nelle attività quotidiane.
A raccontarlo è Giovanni Boccia, Direttore della Fondazione Germozzi e Responsabile Scuola di Sistema Confartigianato Imprese.

Ci racconti brevemente il tuo ruolo in Confartigianato e di cosa ti occupi?

In Confartigianato mi occupo della formazione interna attraverso la Scuola di Sistema Confartigianato imprese, un organismo che ha il compito di accompagnare lo sviluppo delle competenze delle persone che operano nelle diverse sedi territoriali.
Il mio lavoro parte sempre dall’ascolto: ogni area professionale, dal marketing associativo all’internazionalizzazione, fino agli ambiti fiscali e ai servizi, porta con sé esigenze specifiche, spesso legate a cambiamenti normativi o a nuove necessità operative.
Da qui nasce il lavoro di progettazione, che consiste nel tradurre questi bisogni in percorsi formativi concreti, costruiti insieme alle persone responsabili di area e al personale docente.
Accanto a questa attività, dirigo anche la Fondazione Germozzi, che si occupa di raccontare il mondo dell’artigianato con uno sguardo contemporaneo, attraverso pubblicazioni, contenuti editoriali e iniziative culturali. Due ambiti diversi, ma legati da un filo comune: valorizzare le competenze e contribuire alla crescita delle persone all’interno dell’organizzazione.

Com’è organizzata oggi la formazione in Confartigianato?

La formazione è organizzata in modo molto snello e fortemente orientato al bisogno.
Non è possibile partire da una pianificazione rigida annuale, ma il processo parte sempre dalle persone responsabili delle diverse aree professionali, che segnalano esigenze formative specifiche, spesso legate a nuove normative o a cambiamenti operativi.
A partire da questi input, viene costruito il percorso: si individua il personale docente più adatto e si passa rapidamente all’erogazione. È un modello molto dinamico, che richiede capacità di adattamento continuo.
Nel tempo, anche le modalità di erogazione si sono evolute: prima del 2020 la formazione era quasi esclusivamente in presenza, spesso in formato residenziale: momenti importanti non solo per i contenuti, ma anche per creare relazioni e comunità professionali tra persone che lavorano in territori diversi.
Durante la pandemia c’è stata una riconversione totale verso l’online, che ha permesso di ampliare in modo significativo la partecipazione.
Oggi il modello si è stabilizzato su un equilibrio tra le due modalità: l’online viene utilizzato soprattutto per i contenuti più tecnici, mentre la presenza resta centrale quando l’obiettivo è lavorare su competenze più complesse o favorire il confronto tra le persone.

Come nasce la collaborazione con Skilla?

La collaborazione con Skilla nasce da un rapporto costruito nel tempo, che si è sviluppato in modo progressivo a partire da primi momenti di conoscenza reciproca.
Ciò che ha fatto la differenza fin da subito è stata la qualità della relazione: la competenza sul tema della formazione e, allo stesso tempo, un approccio molto attento e disponibile al confronto.
Nel tempo, questo ha contribuito a creare un rapporto di fiducia, che ha reso naturale l’evoluzione verso una collaborazione più strutturata.
Proprio in questo contesto si inseriscono anche alcune iniziative più recenti, come il percorso dedicato all’Intelligenza Artificiale.

Entrando nel merito di questa iniziativa, da quale esigenza è nato il percorso sull’Intelligenza Artificiale?

L’esigenza nasce all’interno di una delle aree professionali, quella legata alla formazione, dove le persone coinvolte, in gran parte impegnate nella progettazione e nella scrittura di progetti formativi, hanno manifestato la necessità di comprendere meglio come utilizzare gli strumenti di Intelligenza Artificiale nel proprio lavoro.
Oggi, infatti, soprattutto chi lavora sui contenuti non può più prescindere da queste tecnologie: strumenti come ChatGPT e altri sistemi basati sull’AI stanno cambiando il modo di cercare informazioni, elaborarle e trasformarle in output strutturati.
Il percorso è nato proprio con questo obiettivo: offrire una prima alfabetizzazione e fornire le basi per orientarsi in un ambito che evolve continuamente, mettendo le persone nelle condizioni di iniziare a integrare l’AI nelle attività quotidiane.
Un aspetto particolarmente rilevante è stato anche quello di lavorare su una platea molto eterogenea: accanto a persone già abituate a utilizzare strumenti digitali, c’erano persone completamente a digiuno della materia. In questo senso, il percorso ha avuto anche la funzione di ridurre questa distanza, creando un primo livello comune di competenze.

Come è stato strutturato il percorso?

Il percorso è stato progettato con un’impostazione molto operativa, combinando momenti di inquadramento teorico a fasi di sperimentazione diretta.
In una prima fase è stata fornita una panoramica sugli strumenti di Intelligenza Artificiale e sulle loro possibili applicazioni nel contesto della progettazione formativa, con l’obiettivo di costruire un linguaggio comune e offrire un primo orientamento.
A questa parte si sono affiancati momenti più pratici, durante i quali le persone coinvolte hanno potuto lavorare direttamente sui propri dispositivi, sperimentando l’utilizzo degli strumenti e iniziando ad applicarli a casi concreti legati alla propria attività.
L’impostazione del percorso ha permesso quindi non solo di trasferire contenuti, ma anche di favorire un primo utilizzo consapevole delle tecnologie, lasciando spazio all’esplorazione autonoma anche nelle fasi successive.

Quali aspetti del percorso avete trovato più efficaci?

Secondo i feedback raccolti, il percorso è stato particolarmente efficace nell’offrire una panoramica concreta e realistica delle possibilità legate all’Intelligenza Artificiale.
Per le persone meno esperte, il corso ha rappresentato un primo punto di accesso a questo mondo: un’occasione per acquisire le basi e iniziare a orientarsi tra strumenti e applicazioni.
Allo stesso tempo, per chi aveva già una maggiore familiarità con questi strumenti, è stato un momento utile per consolidare e approfondire le proprie conoscenze.
Un aspetto rilevante è stato proprio questo: non tanto trasferire conoscenze teoriche, quanto “attivare” le persone, mettendole nelle condizioni di iniziare a sperimentare in autonomia.
In diversi casi, infatti, il percorso ha rappresentato l’avvio di un processo di apprendimento che è poi proseguito in modo autonomo.
In un contesto in cui l’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre più presente, questo primo passo è stato percepito come fondamentale per non rimanere indietro e per iniziare a sfruttarne concretamente le potenzialità.

Avete osservato benefici o risultati dopo questo percorso?

Non è stato fatto un monitoraggio strutturato in senso stretto, ma dai riscontri raccolti emergono segnali interessanti.
In particolare, le persone che hanno partecipato al percorso abbiano acquisito maggiore dimestichezza con gli strumenti di Intelligenza Artificiale, iniziando a integrarli nelle attività quotidiane legate alla progettazione.
Un indicatore concreto, anche se empirico, riguarda proprio i risultati ottenuti nei progetti: emerge infatti la percezione che, a seguito del percorso, le persone coinvolte siano state più efficaci nella fase di elaborazione e presentazione, con esiti complessivamente più positivi rispetto al passato.
Si tratta di evidenze non formalizzate, ma che suggeriscono come l’introduzione di questi strumenti possa avere un impatto reale sulla qualità del lavoro e sulla produttività.

Quali sono i vostri progetti per il futuro in ambito formativo?

Anche in futuro l’approccio resterà molto orientato alla risposta tempestiva ai bisogni delle diverse aree.
La formazione, nel nostro contesto, continuerà a essere costruita a partire da esigenze specifiche, spesso legate a cambiamenti normativi o operativi, e quindi difficilmente pianificabile in modo rigido.
Allo stesso tempo, iniziamo a intravedere possibili evoluzioni legate proprio all’Intelligenza Artificiale, in particolare nelle fasi successive alla formazione. Un ambito interessante potrebbe essere quello della rielaborazione dei contenuti: ad esempio, trasformare webinar di lunga durata in materiali più sintetici e facilmente fruibili, mantenendo però il valore informativo.
Si tratta di prospettive ancora in fase esplorativa, ma che indicano una direzione chiara: utilizzare l’AI non solo come oggetto della formazione, ma anche come strumento per rendere i contenuti più accessibili ed efficaci nel tempo.

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Scritto da: il 21 Maggio 2026

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