Donne e Stem: non è mai tardi per troppo tardi per diventare “native digitali”

Si arrendano quante ancora resistono alla rivoluzione digitale che oramai smantella a ritmi dirompenti il tradizionale modo di lavorare e rende superate le professioni di una vita, oppure le ibrida, le innesta di varianti tecnologiche, le rilancia tutte nuove. Si arrendano perché la crescita economica post pandemia sta mettendo il turbo alla rivoluzione digitale e lancia l’ultima chiamata per allinearsi con il lavoro nuovo che avanza, sì, anche se si sono passati i 45, 50 anni: tecnologia e digitale chiamano al cambiamento chiunque e ovunque.

Del resto, il digital mismatch, ovvero il divario tra le competenze possedute dai lavoratori e quelle ricercate dalle aziende, è ormai una voragine e occorrerà darsi da fare per recuperare terreno: secondo l’ultimo indice europeo DESI (Digital Economy and Society Index), solo il 42 per cento degli italiani tra i 14 e i 74 anni ha le competenze digitali di base, contro la media Ue del 56 per cento, e appena il 22 possiede competenze digitali avanzate (media Ue 31 per cento). Come se non bastasse, soltanto il 15 per cento delle imprese offre ai dipendenti formazione tecnologica, ben cinque punti percentuali in meno rispetto alla media europea. E allora? Conviene fare da sé, acquisendo quelle competenze tech che oggi fanno davvero la differenza, a tutte le età.

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Scritto da: Team Skilla il 12 Gennaio 2022

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