Si stanno facendo molte previsioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, ma è difficile dire quali siano corrette.
Arthur C. Clarke, l’autore del romanzo “2001: Odissea nello spazio”, più di 50 anni fa si immaginò che ai nostri tempi avremmo avuto dispositivi con schermi ad alta definizione per comunicare con i nostri contatti e accedere a ogni tipo di informazione. Predisse persino che, se avessimo spento tali dispositivi a lungo, avremmo poi dovuto giustificare tale prolungata irreperibilità. […]
Non è mai stato facile prevedere come le nuove tecnologie avrebbero cambiato la società e il lavoro. L’incertezza per quello che il nuovo ci riserva ha sempre spinto visionari ed esperti futuristi a fare previsioni, a volte catastrofiste, a volte entusiaste. Non c’è modo di sapere quale di queste stia correttamente anticipando la traiettoria verso la quale siamo diretti. […]
Nell’incertezza verso il futuro, si può provare a studiare almeno quanto sia cambiata fino a oggi l’occupazione a causa dell’IA.
Per leggere l’articolo completo di Marco Amicucci clicca qui.