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25.06.2014

Dall'e-learning Masterclass le 10 qualità irrinunciabili per il Progetto Formativo Perfetto!

Dall'e-learning Masterclass le 10 qualità irrinunciabili per il Progetto Formativo Perfetto!
L’organizzazione dell’e-learning Masterclass - percorso promosso da Amicucci Formazione per favorire la produzione autonoma, da parte delle aziende, di percorsi di e-learning - è stata l’occasione per riflettere non solo sui metodi e le tecniche della formazione aziendale, ma anche sul suo senso e ruolo in azienda. Nel tentativo di dare organicità alle nostre riflessioni, abbiamo stilato sotto forma di decalogo le qualità irrinunciabili di un’attività formativa.

  1. Consapevole. La competitività aziendale sarà sempre più definita dalla capacità di guidare le innovazioni: la formazione è l’unico strumento in grado di accompagnare questo processo, creando cultura e fornendo metodologie. La formazione è in grado di dare forma (dal verbo formare) agli obiettivi strategici aziendali perché è l’unico strumento nelle mani dell’azienda in grado di modificare i comportamenti delle persone. Proprio perché potente, produce comunque effetti, talvolta indesiderati: è quindi necessario presidiare con la massima attenzione ogni fase del progetto formativo.
  2. Comunicata. Come qualunque altro prodotto aziendale, la formazione va comunicata ai suoi destinatari in modo chiaro e preciso per creare consenso e disponibilità nei confronti del progetto. È importante quindi riuscire ad attivare le quattro fasi che portano all’apprendimento consapevole, ovvero: Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione (AIDA). In questo la formazione deve cercare nella funzione della Comunicazione aziendale l’alleata per definire insieme gli strumenti, i modi e i linguaggi più adatti.
  3. Integrata. La funzione formazione ha senso in azienda solo come parte integrante di tutto l’organismo aziendale. La funzione formativa è il ponte verso l’innovazione e il cambiamento dei comportamenti aziendali, in ogni campo. È pertanto il Business partner dell’organizzazione. Nella rappresentazione semplificata della catena del valore la funzione formativa rappresenta l’anello che lega i comportamenti aziendali a performance competitive, ovvero in grado di generare valore attraverso la crescita e lo sviluppo delle persone.
  4. Adeguata. Capace di dare le giuste risposte attraverso tempi, linguaggi, mezzi e architetture adeguate alle esigenze, ma anche alle opportunità e alla vision dell’azienda. Il termine va inteso nel senso più ampio e positivo del suo significato, come strumento in grado di realizzare le aspirazioni aziendali.
  5. Centrata, sui contenuti che servono a modificare i comportamenti. Nella strutturazione del progetto formativo bisogna rinunciare consapevolmente alla tentazione di fornire il maggior numero di informazioni, dato che tante informazioni non corrispondono a tanta conoscenza. Un modello che aiuta a definire con precisione i contenuti necessari e sufficienti per un progetto formativo è quello dell’Action Map di Cathy Moore, che invita a riflettere non sulle informazioni che vorremmo veicolare ma sulle azioni che dovremmo attivare.
  6. Efficace. Se i partecipanti rispondono correttamente a tutte le domande del quiz finale del corso, possiamo dire che la formazione è stata efficace? Il Modello di D. Kirkpatrick individua i quattro livelli di indagine per esprimere una valutazione sull’efficacia dell’intervento, ovvero: reazione, apprendimento, comportamento sul lavoro e impatto sull’organizzazione in termini di performance. Per una verifica del ROI della formazione è necessaria una definizione puntuale degli obiettivi formativi (KPI) in fase di progettazione. Il livello di efficacia è misurato dal gap tra i comportamenti desiderati e quelli messi in pratica dopo l’attività formativa. Minore è la distanza, maggiore è l’efficacia.
  7. Creativa. La teoria delle Intelligenze Multiple di H. Gardner invita ad utilizzare linguaggi e situazioni non convenzionali per attivare diversi livelli di coinvolgimento e di apprendimento. In questo senso si inserisce anche la teoria della Flessibilità Cognitiva sviluppata da R. J. Spiro che ruota intorno alla metafora del criss-crossing landscape, traducibile come attraversamento e riattraversamento degli stessi contenuti della conoscenza in modo non lineare: ritornare più volte sullo stesso luogo del “paesaggio concettuale” seguendo strade diverse.
  8. Coinvolgente, ovvero in grado di attivare un nuovo patto formativo tra persone e organizzazione, finalizzato anche ad una ridefinizione dei ruoli tradizionali del docente e del discente, in cui le esperienze e le conoscenze di ciascuno confluiscono in un circolo virtuoso che accresce il patrimonio aziendale della conoscenza da cui tutti possono attingere e a cui tutti possono apportare contributi. Si passa dal consumer della formazione al prosumer, ovvero il destinatario della formazione collabora alla definizione finale del portato formativo.
  9. Sostenibile. Quanti power point sono stati realizzati?Quanta carta stampata? Quanto tempo per la ricerca e la raccolta dei materiali dell’ennesima presentazione? La realizzazione di materiali didattici richiede un dispendio di risorse ed energie che non può e non deve essere sprecato. Al contrario va valorizzato e capitalizzato in modo che diventi patrimonio aziendale organizzato, condiviso e condivisibile. Progettare formazione significa pensare ad un’architettura aziendale della formazione che investe risorse in un progetto sostenibile e duraturo, che permetterà di capitalizzare la conoscenza e ridurre tempi e costi di ogni singola iniziativa futura: la c.d. ecologia della formazione.
  10. Liquida. La parola d’ordine è continuità: le persone apprendono in modo continuativo, attraverso iniziative formali e informali. È solo mettendo a disposizione dell’organizzazione strumenti che si adattano perfettamente nei tempi e nei modi alle esigenze e alle aspettative dei destinatari che l’apprendimento diventa prassi, quotidianità, sana abitudine. E, come un liquido che prende la forma del contenitore che lo accoglie, la formazione darà forma agli obiettivi aziendali quando permetterà che i suoi contenuti scorrano fluidi all’interno dell’organizzazione.
 

 
 
 
Lorena Patacchini



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